L’Università di Salerno porta due brevetti a InnovAgorà

Dal 6 all’8 maggio 2019 Milano è diventata capitale dell’innovazione con InnovAgorà, la ‘piazza’ dei brevetti della ricerca italiana, l’evento nazionale che avuto l’obiettivo di far conoscere e valorizzare brevetti e tecnologie nati nel mondo della ricerca pubblica e metterli a disposizione dello sviluppo economico-sociale del Paese.
Promosso dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, l’evento è stato organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme al Museo e realizzato in collaborazione con Il Corriere della Sera: protagoniste sono state 171 ‘innovazioni’ messe a punto da ricercatori e team di ricerca provenienti da 48 Università italiane e 13 Enti di ricerca di tutta Italia.

“InnovAgorà” è stato l’inizio di un nuovo programma del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che vuole favorire l’introduzione nella società di applicazioni e tecnologie dal forte impatto innovativo: l’obiettivo è renderlo un appuntamento annuale, un’occasione di conoscenza e valorizzazione della migliore ricerca italiana.

L’Università di Salerno ha partecipato a InnivAgorà portando fibre elettrofilate per microrganismi e ibridi organici-inorganici polimerizzati in situ a temperatura ambiente, dando l’opportunità di presentare queste tecnologie brevettate a imprese e investitori. Qui di sotto si riportano i brevetti in questione:

Fibre elettrofilate per microrganismi
I ricercatori hanno inventato un procedimento che sfrutta l’utilizzo di fibre elettrofilate per la coltivazione e l’incremento di produttività di antibiotici quali metaboliti secondari da parte di microrganismi batterici appartenenti al gruppo degli Attinomiceti. Le fibre elettrofilate, fornendo supporti idrofobici di adeguata dimensione e microstruttura, creano un microambiente biologicamente più favorevole, rispetto ai tradizionali sistemi di coltivazione, per lo sviluppo di questi microrganismi e per le attività cellulari associate alla produzione dei metaboliti secondari. Rispetto ai metodi tradizionali, quello proposto si distingue per applicabilità larga scala, rapidità, semplicità ed economicità. Il procedimento è applicabile all’industria farmaceutica e biotech che utilizza le fermentazioni microbiche per la produzione di antibiotici e altre sostanze biologicamente attive tra cui immunosoppressori e agenti antitumorali, acidi organici, amminoacidi ed enzimi.

Inventori: Pietro Alifano, Anna Rita Marra, Maria Moffa, Daniela Pasanisi, Dario Pisignano, Elisa Scarpa

Ibridi organici-inorganici polimerizzati in situ a temperatura ambiente
L’invenzione propone una formulazione innovativa a base di sistemi ibridi organico-inorganici nanostrutturati da impiegare nel campo delle costruzioni, del restauro e delle riparazioni di materiali diversi. Tali sistemi ibridi sono costituiti da una fase organica a base di oligomeri epossidici e da una fase inorganica composta da nanodomini di silice, in grado di indurire a temperatura ambiente (in tempi ridotti rispetto agli attuali sistemi commerciali), e da impiegare sia come adesivi per substrati diversi (calcestruzzo, malte, compositi, legno, materiali lapidei) sia come matrici per materiali compositi fibrorinforzati. Gli adesivi/matrici per composito brevettati presentano inoltre una elevata durabilità, ossia sono resistenti anche nei confronti di ambienti aggressivi: possono per questo essere efficacemente impiegati in particolare nel recupero, ripristino, consolidamento e restauro di infrastrutture e beni culturali, tutte applicazioni che richiedono tempi di messa in opera molto veloci e condizioni di esposizione ambientale, durante e dopo la messa in opera, non prevedibili e non costanti. Il brevetto può trovare impiego anche nella bioedilizia, essendo i sistemi completamente privi di solventi; il procedimento di sintesi è tecnologicamente semplice, economico e facilmente scalabile industrialmente.

Inventrici: Francesca Lionetto, Mariaenrica Frigione


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