US fines Kolon US$360m as DuPont Kevlar theft case ends

Il 30 aprile il governo americano ha ordinato al gruppo sudcoreano Kolon, produttore di materiali industriali, di pagare 360 milioni di dollari per il furto di alcuni segreti della DuPont relativamente alla produzione dei suoi giubbotti Kevlar antiproiettili.
La società, dopo aver sostenuto la sua innocenza, è stata condannata a pagare 85 milioni di dollari in sanzioni penali e 275 milioni di risarcimento alla DuPont.

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Microonde per parti di aerei in compositi

Il Prof. Richard Day, gallese di nascita, ha attirato l’attenzione dei più grandi centri di ricerca nel settore compositi con i suoi studi su microonde che ridurrebbero sensibilmente il tempo per la costruzione di parti, in compositi, degli aerei. Le microonde sono già state utilizzate per riparare i materiali compositi, ma i ricercatori non sono mai riusciti a creare un processo solido per la produzione industriale. Quest’ultimo è l’obiettivo che tenteranno di raggiungere il Professor Day assieme a AMRC e NCC attraverso un piano triennale di sviluppo della tecnologia.

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La cogenerazione come un’opportunità di efficientamento di interesse tecnico-economico

La cogenerazione, tecnologia che permette la produzione combinata di energia elettrica ed energia termica attraverso tecnologie basate sull’utilizzo di motori endotermici o turbine a gas, è una possibilità per le aziende per abbassare i costi di produzione e incrementare di conseguenza gli introiti.

Tutto ciò, è quanto sarà dibattuto al “4° Convegno Nazionale Assocompositi” che si terrà il 6-7 maggio 2015 a Rho Fiera Milano.

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JEC 2015 – Intervista ad Altair

Al JEC 2015 la nostra redazione ha incontrato i rappresentati di Altair, Mauro Guglieminotti e Robert Yancey, i quali ci hanno parlato delle aree di competenza di Altair, ovvero: conversione di oggetti in materiali compositi, ottimizzazione e analisi dell’impatto di questi nuovi materiali. Infine, Adam Wais di Rolo Bikes, ci ha spiegato come ha sfruttato i servizi di Altair.

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Air Jet Weaving: costi energetici e impatto ambientale

L’Air Jet Weaving è il metodo più produttivo per realizzare materiali compositi, ma, allo stesso tempo, anche quello con maggiori costi in termini di energia e impatto ambientale. La riduzione di queste due variabili negative, relative all’Air Jet Weaving, è la più grande sfida attuale per i produttori e i ricercatori nel campo dei compositi.

Tutto ciò, è quanto sarà dibattuto al “4° Convegno Nazionale Assocompositi” che si terrà il 6-7 maggio 2015 a Rho Fiera Milano.

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Ossido di grafene per curare fratture ossee

Il tentativo è quello cambiare gli interventi in cui vengono utilizzate piccole parti di ossa del paziente stesso per la ristrutturazione dell’osso fratturato. Alcuni ricercatori indiani, capitanati dalla professoressa Manitha Nair, hanno dimostrato che i nano-fiocchi di ossido di grafene possono migliorare questi interventi incoraggiando la ricostruzione ossea. Ora manca solo più da testare a pieno la tossicità di queste micro parti, i test verrano fatti nei prossimi mesi su animali.

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JEC 2015 – Lamiflex e i rulli in composito

Al JEC 2015 la nostra redazione ha intervistato Davide Carrara, Sales manager di Lamiflex, il quale ha parlato del nuovo settore in cui stanno cercando di diventare azienda-leader, ovvero: rulli in composito in alta gamma per applicazioni specifiche. Una tra le applicazioni specifiche più interessanti è quella relativa alla stampa flexografica.

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A breve i container saranno in compositi

Per i materiali compositi c’è una nuova sfida all’orizzonte: sostituirsi all’acciaio, attualmente usato nel 100% dei trasporti, e costituire i container del futuro. Andrey Ushakov, direttore del “Composite Materials Center” presso il Skolkovo Institute of Science and Technology (Skoltech), ha detto che la loro realizzazione sarà possibile nel 2018. Il governo Russo ne ha già riconosciuto l’importanza grazie ai vantaggi che essi comporterebbero, ad esempio 20% di resistenza nel tempo in più e maggior leggerezza del container stesso.

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JEC 2015 – GSI conferma la sua globalità

Al JEC Europe 2015 Compositi ha intervistato l’Ing. Stefano Profeti, CEO della Global System International. GSI ha raggiunto nel 2014 un fatturato di 78 milioni euro in costante crescita grazie ai nuovi mercati esteri. La volontà è quella di essere “partner everywhere”, in linea con la visione aziendale “think global, be local”, ovvero affermarsi su scala mondiale con impianti localizzati in prossimità dei maggiori clienti. Le nuove frontiere per il futuro sono: Austria e Inghilterra entro quest’anno, e successivamente Cina e Brasile.

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