Grafene e alghe marine: nasce un nuovo composto dai molteplici usi


Il grafene grazie alla sua proprietà di resistenza che lo rendono particolarmente versatile e applicabile in ogni campo e utilizzo, tanto che in team di ricercatori della Brown University hanno pensato di unirlo alle alghe marine. Il risultato è stato più soddisfacente di quanto previsto, ma come sono arrivati fino a questo punto?
Nei campi della biomedicina, viene utilizzato spesso un composto, un idrogel per essere precisi, prodotto da un materiale che si trova in grandi quantità nelle alghe marine, ovvero l’alginato. L’effettiva utilità di questo materiale scende a zero per un problema di resistenza del materiale stesso; nella forma attuale risulta essere molto fragile e gli usi a lungo termine ipottizabili. Alla Brown University hanno unito l’alginato e l’ossido di grafene usando la tecnologia di stampa 3D.
Il nuovo materiale composito realizzato, formato dai nanomateriali (l’ossido di grafene), è in grado di modificare la propria consistenza in base a determinati stimoli e queste modifiche possono anche avvenire in tempo reale attraverso degli stimoli indotti. L’utilizzo del grafene con il composto prodotto dalle alghe marine ha trasmesso al nuovo materiale compositi parte delle sue proprietà, non solo la resistenza, ma anche quella di essere repellente agli oli.
I legami ionici presenti all’interno del composito finale risultano essere abbastanza resistenti da contenere il prodotto, ma anche cambiare forma o consistenza nel momento del bisogno. Il nuovo materiale è ancora in fase sperimentale, ma i primi utilizzi potrebbero risultare molti lontani dal campo biomedico. Si parla già di un particolare strato che potrebbe rivestire gli scafi delle navi così da renderle oleorepellenti.


Leggi anche

Annunciata al Digimat Users’ Meeting 2018 la collaborazione tra e-Xstream engineering e Royal DSM per migliorare e facilitare la predizione della durabilità di componenti in plastica rinforzata partendo dall’aggiunta di 2 gradi materiali DSM nel database Digimat-MX…

Leggi tutto…

Greene Tweed ha sviluppato un sistema, noto come Xyscan®, per i test non distruttivi (NDT) applicabile su componenti compositi di forma complessa che, fino ad oggi, si sono dimostrati impossibili o poco pratici da valutare, utilizzando metodi NDT tradizionali, come ad esempio ultrasuoni. Xyscan® è in grado di fornire sia 2D che Imaging 3D per supportare la convalida dei processi dettagliata, i requisiti di tolleranza al danno, le misurazioni geometriche e il rilevamento dei difetti di produzione

Leggi tutto…

Chem -Trend è in grado di fornire sistemi distaccanti a base di acqua o di solvente per processi di stampaggio RTM e per via umida, compresi primer per stampi, sigillanti, distaccanti interni ed esterni e prodotti ausiliari come i detergenti per stampi. Essi consentono ai produttori che fabbricano volumi elevati di materiali compositi per l’industria automobilistica di mantenere l’operatività degli stampi….

Leggi tutto…

Nella competizione dei materiali leggeri da costruzione e di design, i compositi sono tra i vincitori. Infatti, attualmente, l’impulso maggiore proviene dall’industria dei compositi, in particolare dai progressi tecnologici nell’intero processo di produzione. Dal 6 all’8 novembre questo sarà l’obiettivo dell’evento COMPOSITES EUROPE che si svolgerà a Stoccarda….

Leggi tutto…