La prima barca a vela stampata in 3D sarà in termoplastici rinforzati con carbonio

La tecnologia di stampa 3D è alla base del progetto nato dall’ambizione di due imprenditori italiani. In particolare, è stata adottata la tecnologia di stampa 3D dedicata all’estrusione diretta con la loro azienda Ocore che oltre a migliorare l’hardware di stampa – robot, estrusore e ugello – ha brevettato una nuova strategia di deposizione del materiale utilizzando un algoritmo ispirato ai frattali.

Il progetto è stato supportato da Lehvoss Group – con la sua casa madre Lehmann & Voss & Co. ad Amburgo, in Germania – che ha formulato e consegnato materiali per la stampa 3D personalizzati, dedicati a questa specifica tecnologia e applicazione.

I materiali creati ad hoc, denominati Luvocom 3F sono in polimeri termoplastici, come poliammidi ad alte prestazioni e PEEK. Inoltre, per ottenere le proprietà meccaniche richieste, sono stati rinforzati con fibre di carbonio e modificati per fornire una maggiore resistenza e leggerezza del layer.
Grazie alle leggere e resistenti parti stampate in 3D, la barca sarà altamente competitiva. Inoltre, la stampa 3D riduce drasticamente i tempi di costruzione con un notevole abbattimento di costi di realizzazione.
Lo yacht Livrea mostrerà, in occasione della prossima competizione Minitransat 2019, le altissime perfomance che i polimeri di elaborazione 3D e di stampa 3D possono raggiungere.

Attualmente sono in corso le attività di simulazione e valutazione, supportate da ingegneri esperti in America’s Cup e Volvo Ocean Race, mentre la costruzione della barca è stata affidata al team NautiLab


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