La startup palermitana Ocore tra stampa 3d e robotica


Si chiama Ocore la start up palermitana che vuole rivoluzione l’industria manifatturiera utilizzando la stampa 3D e la tecnologia robotica. “Ocore – si legge in una nota – nasce dall’esperienza di Livrea Yacht, maturata nell’ambito progettuale ed ottimizzazione strutturale di imbarcazioni ad alte prestazioni con applicazioni di nuove ed inusuali tecnologie come l’Additive Manufacturing. OCORE, che sta per Organic Core, si prenderà in carico lo sviluppo ed applicazione della tecnologia dell’Additive Manufacturing non solo in ambito nautico ma in tutti quei settori in cui si richiede il massimo di prestazioni e leggerezza. Startup OCORE alla XVI edizione del Premio Nazionale dell’innovazione”. La startup siciliana, dopo essere salita sul podio dell’ultima edizione di Start Cup Palermo e della Start Cup Sicilia, parteciperà alla 15α edizione del Premio Nazionale dell’Innovazione che si svolgerà a Napoli giorno 1 Dicembre, gareggiando a pieni titoli nella sezione “Industrial”. OCORE si presterà ad offrire servizi conto terzi per prototipazione, progettazione ed ottimizzazione di processi produttivi e manufatti per i comparti industriali in cui sono necessari importanti contributi innovativi. Analisi dei processi produttivi, sperimentazione formale, funzionale e tecnologica, sono le parole chiave dei due soci fondatori, Francesco Belvisi e Daniele Cevola, i quali hanno affrontato a partire dal 2013 il tema della fabbricazione additiva su grande scala, con un particolare focus sull’ambito marino e hanno collaborato con i dipartimenti di R&D di multinazionali nel campo di materiali compositi e software, sviluppando un’intensa collaborazione con Autodesk US, Kuka robotics e l’azienda tedesca Lehvoss. La startup e Livrea Yacht sono due realtà distinte, ma unite, oltre che dai fondatori, anche dalla passione per le alte prestazioni, la prima in ambito progettuale a 360 gradi, la seconda nel contesto nautico. Grazie alle diverse collaborazioni è oggi in corso un pionieristico progetto pilota: la costruzione della prima imbarcazione stampata interamente in 3D che parteciperà ad una competizione oceanica nel 2019. OCORE è un’azienda che intende rivoluzionare l’industria manifatturiera attraverso la produzione additiva (comunemente denominata stampa 3D o additive manufacturing) e la tecnologia robotica, utilizzando materiali compositi polimerici avanzati. L’innovazione della startup è incentrata sul mercato delle plastiche rinforzate con fibre di carbonio (CRP) e vetro (GRP) ad alte prestazioni, in particolare sull’integrazione dei processi di produzione digitale, i quali permettono, così, di realizzare componenti di grandi dimensioni, consentendo alle aziende clienti di: semplificare i processi produttivi, ridurre i costi di produzione, migliorare la flessibilità del processo produttivo, ridurre il time to market dei propri prodotti. L’utilizzo della stampa 3D, della progettazione additiva, l’impiego dei nuovi materiali e dei processi robotizzati sono destinati a sconvolgere il settore manifatturiero. Ma quali sono i vantaggi offerti dall’additive manufacturing? “Sicuramente – come spiega Daniele Cevola – la possibilità di realizzare un unico oggetto, senza dovere unire in un secondo momento le varie parti. Ma non solo: l’eliminazione di modelli e stampi per la realizzazione delle componenti, l’ottimizzazione topologica della forma. In altre parole, la possibilità di rendere le strutture più performanti, variando la densità dei diversi elementi in base alle loro funzioni e alla loro collocazione finale, la netta riduzione dei tempi nell’intero processo di produzione e i costi nettamente inferiori rispetto ai processi tradizionali”.


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