Russia, sottomarini di quinta generazione in materiali compositi

Mosca potrebbe essere riuscita ad ottimizzare la tecnologia del reattore a metallo liquido: la classe Lira utilizzava il piombo-bismuto per raffreddare i reattori. Se così fosse, i progettisti sarebbero riusciti ad ovviare alle criticità tipiche che palesa un tale sistema. Nello specifico, un reattore a metallo liquido genera più energia ed è molto più compatto rispetto a quelli ad acqua pressurizzata. Tuttavia, il metallo liquido impone una temperatura ottimale costante e strutture esterne di supporto per la rimozione degli ossidi. Gli Husky potrebbero introdurre il massiccio impiego di materiali compositi, già testati nella classe Yasen, nel tentativo di ridurre drasticamente le loro firme acustiche. Anche in questo caso, abbiamo soltanto indiscrezioni. Mosca continua ad investire enormi risorse per la sperimentazione di nuovi materiali compositi multistrato in grado di ridurre la firma acustica, isolare le vibrazioni o assorbirle. I russi sono convinti di riuscire ad utilizzare i nuovi materiali compositi per realizzare ogni parte degli Husky, scafi compresi. Gli Husky-A dovrebbero affiancare i sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Super Akula, Yasen e quelli diesel elettrici Varshavyanka, sebbene questi ultimi non siano indicati per i pattugliamenti oceanici.

La classe Husky sarà molto più piccola con un dislocamento di seimila tonnellate nella configurazione A e potenzialmente meno costosa della classe Yasene trasporterà anche meno missili rispetto ai Progetto 885M da 13.800 tonnellate. Gli Husky potrebbero implementare un certo grado di automazione con alcuni dei sistemi già testati nel progetto 705 classe Lira.

I lavori sul primo sottomarino classe Husky dovrebbero iniziare nel 2023-2024 per concludersi entro il 2030. I fondi sono già stati previsti nel Piano Strategico di Riarmo Statale che si concluderà nel 2027. L’aggiornamento dell’hardware militare russo, secondo la stima di Mosca, dovrebbe raggiungere il 70% entro il 2020. Così come avvenuto per altri asset di nuova generazione in via di sviluppo, il principale nemico degli Husky è l’economia della Russia ed i relativi vincoli di bilancio.


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