EPTA a favore dei profili pultrusi nell’edilizia residenziale

Per l’EPTA – European Pultrusion Technology Association – l’utilizzo dei compositi pultrusi in fibra di vetro sarà l’arma vincente per differenziarsi in un mercato altamente competitivo come quello dell’edilizia residenziale. Le ridotte esigenze di manutenzione, durata e alta resistenza di questo materiale composito permetteranno ai proprietari di case di ridurre le spese di manutenzione e agli appaltatori di ridurre i tempi di consegna

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Compotec-Seatec: Gavazzi Tessuti Tecnici vince il 1° Composite Innovation Award

Il prestigioso premio è stato conferito ieri all’interno di Composite Innovation area di Compotec-Seatec 2018, un percorso espositivo tematico realizzato grazie all’accordo tra Compotec-Seatec e Assocompositi realizzato per comunicare lo stato dell’arte della ricerca applicata, della progettazione e della produzione di manufatti e componenti evoluti sfruttando le moderne tecnologie dei materiali compositi

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Un traghetto a batteria e con compositi in fibra di carbonio tra i fiordi norvegesi

Nave gemella di Vision of the Fjords, Future of the Fjords funziona interamente a batterie, offrendo visite turistiche tra i fiordi della Norvegia con un impatto ambientale minimo. Gli scafi e la sovrastruttura di questo catamarano sono stati costruiti da Brodrene Aa utilizzando compositi in fibra di carbonio, con una conseguente riduzione del peso di circa il 50 per cento rispetto ai materiali tradizionali.

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Nautica: bigHead, soluzioni di fissaggio ad alta resistenza e flessibilità

bigHead, principale fornitore di inserti di fissaggio per compositi, vanta svariati utilizzi dei suoi prodotti per strutture, componenti e pannelli in ambito navale, perché essi consentono ai progettisti la libertà di creare linee attraenti con tempi e costi di produzione ridotti. Incollati alla superficie o incorporati nei vari materiali compositi (vetroresina, carbonio od espansi), queste soluzione di fissaggio sono disponibili in acciaio Inox 316 richieste nel settore marino, dove i fissaggi devono essere completamente antiruggine.

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Ocore apre il suo laboratorio in un istituto superiore palermitano

La scuola superiore “Vittorio Emanuele III” di Palermo ospita il progetto di Francesco Belvisi e Daniele Cevola di Ocore, startup siciliana che ha vinto la scorsa edizione del PNI Cube, che realizzerà la prima barca a vela al mondo con la stampa 3D a partecipare ad una competizione oceanica e di cui il portale di Compositi Magazine si era già occupato nei mesi scorsi

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Outcut 29.5, il catamarano con scafo in carbonio

Outcut Srl, azienda con sede a Milano, presenterà al Salone Nautico di Düsseldorf, in Germania, dal 20 al 28 gennaio, Outcut 29.5, un catamarano carrellabile a larghezza variabile che, in soli nove metri, garantisce una vivibilità inedita e un’efficienza senza precedenti. Gli scafi in fibra di carbonio, stampati sottovuoto, conferiscono all’imbarcazione leggerezza e resistenza strutturale

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Progetto di una barca da diporto elettrica con gli scafi in vetroresina e gelcoat

Ridotte dimensioni, nullo impatto ambientale e grande durata dei componenti sono gli aspetti che rendono Betty Boat un investimento vincente per l’ambiente acquatico. L’imbarcazione sarà lunga 2,5 e larga 1,4 metri, sarà in grado di trasportare 2 adulti e 1 bambino, mentre il sistema di comando e guida utilizzerà la piattaforma hardware Arduino. Gli scafi saranno molto leggeri, circa 50 kg, poiché interamente costruiti in vetroresina e gelcoat.

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La startup palermitana Ocore tra stampa 3d e robotica

L’innovazione della startup OCORE è incentrata sul mercato delle plastiche rinforzate con fibre di carbonio (CRP) e vetro (GRP) ad alte prestazioni, in particolare sull’integrazione dei processi di produzione digitale permettendo così di realizzare componenti di grandi dimensioni, consentendo così alle aziende clienti di: semplificare i processi produttivi, ridurre i costi di produzione, migliorare la flessibilità del processo produttivo, ridurre il time to market dei propri prodotti.

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Neo 400 Plus, la barca del Politecnico di Bari in carbonio

Si chiama Neo 400 Plus la barca a vela realizzata per le regate da competizione e per le grandi traversate costruita totalmente nei laboratori del Politecnico di Bari. Il varo c’è stato oggi pomeriggio nei cantieri «Ranieri». Neo 400 Plus è il risultato di un progetto dedicato alla nautica, pubblico-privato, denominato Polimare, istituito dal Politecnico di Bari e condiviso con Neo Yachts & Composites, azienda pugliese specializzata nelle costruzioni di settore.

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